Indice Globale della Fame

L’Indice globale della fame (o GHI, Global Hunger Index) è uno strumento statistico per misurare la fame e la malnutrizione a livello nazionale, regionale e globale. I punteggi del GHI si basano su una formula rivista e migliorata che sostituisce l’indicatore “insufficienza di peso infantile” degli anni precedenti con il deperimento e l’arresto della crescita infantili, e standardizza gli indicatori per bilanciarne il contributo all’indice complessivo e ai cambiamenti nei punteggi di GHI nel tempo.

Il GHI riunisce in un unico indice numerico quattro indicatori:

  • la percentuale di popolazione denutrita;
  • la percentuale di bambini sotto i cinque anni affetti da deperimento (peso insufficiente in rapporto all’altezza);
  • la percentuale di bambini sotto i cinque anni affetti da ritardo della crescita (altezza insufficiente in rapporto all’età);
  • il tasso di mortalità dei bambini sotto i cinque anni.

Il GHI classifica i Paesi su una scala di 100 punti, dove 0 rappresenta il valore migliore (assenza di fame) e 100 il peggiore, per quanto nella pratica nessuno dei due estremi venga mai raggiunto. I valori inferiori a 10,0 indicano un livello di fame basso, i valori tra 10,0 e 19,9 un livello moderato, i valori tra il 20,0 e il 34,9 indicano una fame grave, i valori compresi tra 35,0 e 49,9 sono allarmanti, e quelli dal 50,0 in poi sono estremamente allarmanti.

Indice Globale della Fame 2016: Obiettivo Fame Zero

Anche se secondo l’Indice Globale della Fame 2016 la comunità internazionale non è ancora sulla strada giusta per realizzare il secondo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, si registra un declino del 29% dal 2000 del tasso di fame globale – segno che un preciso impegno politico può far sì che l’obiettivo sia realistico e raggiungibile. Grazie alle riflessioni di David Nabarro, Consigliere Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite sull’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e i Cambiamenti Climatici, il GHI 2016 ci offre degli spunti teorici e pratici su come la cornice degli obiettivi di sviluppo sostenibile ci aiuterà a sconfiggere la fame nel mondo.

Ai dati dell’Indice Globale della Fame, Cesvi affianca la sua esperienza concreta in Zimbabwe, al 99° posto nella classifica del GHI2016 e, ad oggi, uno dei paesi dell’Africa a sud del Sahara maggiormente colpiti da El Niño con oltre 2,8 milioni di persone affette da insicurezza alimentare. Il caso studio del progetto ‘Shashe Citrus Orchard’ descrive il lavoro di Cesvi che, dal 2011, gestisce insieme alla comunità di Shashe, località al confine con il Sudafrica e il Botswana, un aranceto di oltre 90 ettari: il progetto è riuscito a trasformare una zona desertica in opportunità economica per la popolazione locale.

Materiali 2016:

Full report in italiano

Sommario in Italiano

Caso Studio Cesvi: Zimbabwe