Il degrado del suolo

A livello mondiale, l’agricoltura si svolge in un contesto di scarsità di suolo, sia perché le migliori terre arabili del pianeta sono già coltivate sia perché le pratiche agricole hanno condotto al degrado di una significativa quantità di terreni.

Allo stesso tempo, la crescente domanda di prodotti non alimentari (mangimi, combustibili e fibre tessili) sta aumentando la pressione sull’uso del suolo.

Le pratiche agricole non sostenibili hanno già causato il degrado della terra, come per esempio desertificazione, deforestazione, salinizzazione ed erosione del suolo. Tra le cause di queste forme di degrado ci sono l’alta densità di popolazione, la povertà, l’incertezza sulla proprietà della terra, e l’impossibilità di accedere a servizi di divulgazione e ad altre forme di conoscenza, infrastrutture e mercati.

map
Il degrado del suolo è un fenomeno che si sta verificando in gran parte del mondo. Gli sforzi passati per combattere il degrado della terra si sono spesso incentrati sulle regioni aride, dove il degrado provoca desertificazione, nonostante il tasso più alto di degrado abbia luogo nelle aree umide e subumide, le più ricche di biodiversità.

Il degrado dei terreni può diminuire le rese agronomiche e far salire i costi di produzione, portando ad un maggior uso di fertilizzanti per controbilanciare le perdite di resa.

Un uso sostenibile della terra è necessario per garantire alle nostre e alle future generazioni l’accesso ad una alimentazione adeguata in termini di qualità e quantità. Per rendere questo possibile, è necessario abbandonare lo sfruttamento incontrollato e inefficiente del suolo, e favorire invece quelle pratiche agricole che preservano la biodiversità nel rispetto dei diritti d’uso delle popolazioni più deboli.

Si veda scheda La terra non basta più