Indice Globale della Fame 2015

L’Indice del 2015 presenta la relazione tra fame e conflitti e instabilità politica. Il verificarsi di carestie o situazioni di fame acuta
è in genere l’effetto di conflitti armati, che perturbano i sistemi alimentari, distruggono i mezzi di sostentamento, costringono le persone a fuggire o a restare in una situazione di terrore senza sapere quando sarà il loro prossimo pasto.

Tuttavia, una conquista storica quanto inattesa degli ultimi cinquant’anni è che le catastrofi alimentari – quegli eventi che causano più di un milione di morti – sembrano essere state eliminate. Le carestie nel XIX e XX secolo erano legate all’imperialismo dagli anni Settanta dell’Ottocento fino alla Prima Guerra Mondiale, ai sistemi totalitari i cui i leader in tempi di guerra usarono la fame come un’arma, e alla pianificazione centralizzata del comunismo. La fine della Guerra Fredda, l’adozione di norme internazionali sui diritti umani e l’espandersi della globalizzazione sono tra in fattori chiave che stanno consentendo di eliminare la fame per la prima volta nella storia. Una prosperità e un’interconnessione a livello globale senza precedenti, la legittimità della preoccupazione internazionale sulle violazioni interne dei Paesi e soprattutto la condivisione delle informazioni hanno reso meno probabile che la gente muoia di fame in silenzio, mentre si ignora ciò che sta accadendo.

Oggi le carestie sono emergenze umanitarie complesse, provocate principalmente da conflitti armati e aggravate da catastrofi naturali o da politiche internazionali. Queste “nuove guerre” (Kaldor 1999) coinvolgono non solo gli eserciti nazionali e gli insorti, ma anche paramilitari e milizie etniche, bande criminali, mercenari e forze internazionali. La maggior parte delle nuove guerre sono guerre civili, che si espandono sempre più di frequente oltre i confini nazionali, perturbando le forme di sussistenza e i sistemi alimentari, e costringendo le persone a fuggire. Tali conflitti tendono a essere meno letali rispetto alle guerre di un tempo, sia in termini di violenza che di impatto sulla fame (Human Security Report 2013). Ma sono spesso ingestibili e mostrano una violenza persistente e non riconducibile a schemi, dalla quale nessuno può dirsi in salvo.

Per saperne di più:

Leggi il rapporto completo 2015

Leggi i casi studio – Mali e Sud Sudan 2015

Leggi la sintesi del rapporto 2015