La malnutrizione infantile

Secondo il Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN) ormai siamo di fronte a un paradosso: i bambini obesi superano, a livello globale, in numero quelli sottopeso: 155 milioni contro 148 milioni.

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Anche in Europa il problema dell’ obesità infantile è sempre più diffuso.
Il BFCN ricorda che “l’Italia, nel contesto europeo, è tra le nazioni che presenta i più bassi indici di diffusione dell’obesità tra gli adulti. Ma il fenomeno è in crescita anche nella Penisola. E riguarda un numero sempre maggiore di bambini, che due volte su tre – dicono le statistiche – sono destinati a mantenere la condizione di obesità anche in età adulta. Il numero degli obesi tra la popolazione dai 18 anni in su ha raggiunto, secondo l’Istat, la ragguardevole cifra di 4 milioni e 700mila individui, in base agli ultimi dati disponibili nei prospetti ufficiali, sfiorando in termini relativi un’incidenza di circa il 10 per cento”.

Mentre nei Paesi emergenti vengono assunti modelli alimentari scorretti che portano parte della popolazione all’obesità, nei Paesi in via di sviluppo continuano a esistere denutrizione e malnutrizione infantile.

La malnutrizione tra i bambini ha assunto proporzioni allarmanti: nei Paesi in via di sviluppo sono ca. 200 milioni – circa 1/3 del numero totale – i bambini sotto i 5 anni che soffrono di uno sviluppo fisico non adeguato per la loro età. L’Indice Globale della Fame 2010 indica che circa il 90 per cento dei bambini che soffrono di uno sviluppo non adeguato per la loro età vive in Africa e Asia. Nella sola India vive il 42% di tutti i bambini sottopeso.

I bambini hanno bisogno di macro e micronutrienti specifici, che assicurino uno sviluppo fisico e cognitivo ottimale specialmente tra il momento del concepimento e i due anni.

Se la qualità e la quantità degli alimenti assunti diminuiscono, i bambini possono soffrire carenze nutrizionali che avranno conseguenza permanenti come l’arresto della crescita, la riduzione delle capacità cognitive, una maggiore predisposizione alle malattie infettive e un incremento delle possibilità di decesso.

La denutrizione infantile ha raggiunto proporzioni epidemiche:  20 milioni di bambini sotto i 5 anni sono gravemente denutriti. Inoltre la malnutrizione infantile, che rappresenta il principale fattore di rischio di mortalità e morbilità per i bambini sotto i 5 anni, non è uniformemente diffusa nel mondo, ma si concentra in alcuni paesi e regioni. Circa l’80% dei bambini con ritardo nella crescita vivono in Asia Meridionale e in Africa Subsahariana, dove i tassi sono rispettivamente al 39 e al 40% (UNICEF 2011).

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Il ritardo nella crescita, il deperimento e la restrizione della crescita fetale (che provoca insufficienza di peso alla nascita) sono congiuntamente responsabili di 2,3 milioni di morti annue (UNICEF 2011).

Per approfondire il legame tra fame e discriminazione di genere, si veda l’ Indice Globale della Fame 2010 e la scheda La Denutrizione infantile.