Risorse e governance globale


L’agricoltura si svolge già in un contesto di scarsità di suolo in termini quantitativi e qualitativi: i migliori terreni arabili del pianeta sono già coltivati e pratiche agricole non sostenibili hanno condotto a un significativo degrado del suolo.

Vi sono molteplici i fattori che rendono scarse le risorse agricole, idriche ed energetiche da cui dipende la sicurezza alimentare mondiale.

  • La crescita demografica: sul pianeta siamo 7 miliardi e cresceremo, secondo le previsioni, a 9 nel 2050.
  • La crescita del reddito nei Paesi in via di sviluppo, che si traduce in un cambiamento del regime alimentare verso diete più ricche di proteine e più dispendiose in termini di risorse (come la carne e il latte);
  • il cambiamento climatico;
  • la richiesta di maggior energia che innesca l’aumento dei prezzi energetici, i quali a loro volta si ripercuotono sui costi di carburante per l’agricoltura e fertilizzanti o nella ricerca di fonti alternative come i biocarburanti, che a loro volta competono con il cibo per l’uso di acqua, suolo ed energia;
  • e infine, le politiche poco lungimiranti.

La scarsità di risorse richiederebbe una governance globale che invece manca.

Al contrario negli ultimi anni hanno preso piede politiche bioenergetiche miopi che hanno portato a un aumento degli investimenti esteri in terreni agricoli in svariati Paesi in via di sviluppo (specie per produrre biocarburanti o fibre non alimentari), mettendo a repentaglio i diritti al suolo delle popolazioni locali. E’ il cosiddetto land grabbing (l’accaparramento delle terre).

Paradossalmente si registrano generalmente alti livelli di fame proprio in quei Paesi e in quelle regioni dove i diritti di uso e di proprietà dell’acqua, del suolo e dell’energia sono limitati o contesi, e dove fonti moderne di energia e l’accesso a strutture igienico-sanitarie non sono pienamente sviluppati.

Nei prossimi quattro decenni, per rispondere alla domanda di una popolazione in aumento e sempre più ricca, la produzione agricola dovrà crescere in modo sostanziale. Per valutare l’impatto relativo a due percorsi alternativi di sviluppo, IFPRI ha creato due scenari differenti del futuro sistema alimentare mondiale:

1. Lo Scenario mondiale Convenzionale rappresenta il proseguimento delle recenti tendenze di crescita demografica ed economica, i limitati investimenti in ricerca agricola e l’uso poco efficiente di suolo, acqua ed energia. L’emissione di gas a effetto serra aumenta rapidamente, cresce la scarsità d’acqua e la fame e la malnutrizione restano problemi gravi nei Paesi in via di sviluppo.

2. Lo Scenario mondiale Sostenibile prevede l’aumento degli investimenti in tecnologia e sviluppo agricolo nei Paesi in via di sviluppo; la crescita degli investimenti sociali e l’uso più equilibrato delle risorse naturali conduce ad una migliore conservazione delle risorse idriche, territoriali ed energetiche.

Per approfondire si veda l’ Indice Globale della Fame 2012 e l’Indice Globale della Fame 2011.