Voci dal Global Issues Network Academy

Le testimonianze dei ragazzi che hanno partecipato al Global Issues Network Academy:

 

Il 7 maggio 2013 sono partito per Berlino con altri 6 ragazzi italiani per partecipare ad un progetto promosso dal Cesvi che prevedeva tre giorni di incontri per conoscere e approfondire i temi dello sviluppo sostenibile.
Arrivati a Berlino il pranzo è stato occasione di incontro con gli altri ragazzi europei, nello specifico provenienti da: Irlanda, Repubblica Ceca e Germania. Terminato il pranzo, i ragazzi hanno scelto di partecipare ad uno dei quattro gruppi di approfondimento: Water, Media, Climate change, Food Waste. Nei tre giorni di permanenza questi argomenti sono stati affrontati da tutti nei tanti incontri con esperti delle diverse materie.
Questa esperienza per me è stata occasione di crescita sotto molti punti di vista.
Innanzitutto perché ho potuto affrontare argomenti importanti con i miei coetanei in un contesto internazionale. In secondo luogo, mi ha permesso di colmare le lacune che possedevo, sollecitando in me una sensibilità completamente diversa. Solo dopo questa esperienza mi sono reso conto della serietà e dell’enormità della problematica che nonostante abbia rilevanza mondiale, si confronta con una scarsa sensibilità della maggior parte delle popolazione a causa della scarsa conoscenza sull’argomento. Per questo, l’obiettivo che ci siamo dati io e il mio gruppo è quello di diffondere un maggiore sensibilità nel modo più vasto possibile soprattutto tra “pari”.
Durante gli ultimi incontri, ognuno di noi ha definito un’action plan, ovvero un’attività individuale che ciascuno di noi deve svolgere secondo una personale iniziativa. Io mi sono indirizzato per la divulgazione attraverso il web in particolare tramite i Social Network con la pubblicazione di video, articoli, campagne, progetti, interviste con l’obiettivo di far conoscere il più possibile e nel modo più approfondito la varietà di ambiti che questi argomenti rivestono.

Lukasz, 20 anni, ITIS Feltrinelli (Milano)

 

Il Global Issues Network Academy è stata un’esperienza che ha cambiato radicalmente la mia visione sul mondo (…). Tutti a livello teorico sappiamo che le persone dei Paesi in via di sviluppo vivono problemi e condizioni di vita “svantaggiate” rispetto alle nostre, ma è difficile comprenderlo davvero fino a che non ci si confronta con persone che portano testimonianze autentiche. Anche se tutt’ora io stessa non posso dire di aver compreso queste problematiche fino in fondo, di sicuro sono di un gran passo più avanti rispetto a prima della partenza. Questi tre giorni mi hanno permesso, insieme ad una trentina di ragazzi Italiani, tedeschi, irlandesi e cechi di studiare il problema dello
spreco di cibo, dell’accessibilità all’acqua e dei cambiamenti climatici in relazione al mondo intero e ci hanno permesso di capire finalmente l’impatto di queste problematiche sul mondo intero e non sulla nostra singola Nazione (…). Ringrazio tantissimo quest’opportunità che mi è stata data, senza la quale non avrei raggiunto una comprensione così estesa dell’importanza di sviluppare uno stile di vita sostenibile.
Personalmente farò il possibile per tenere vivi gli insegnamenti della Global Issues Network Academy, diffonderli e riuscire a fare finalmente del bene concreto. (…) Noi 7 italiani, supportati da Cesvi e dallo staff continueremo a lavorare per dare un senso a tutto ciò che abbiamo appreso. Una volta venuti a conoscenza di come stanno le cose realmente, diventano impossibili da ignorare e dimenticare e creano una forza di volontà grandissima. Sono convinta che insieme riusciremo ad influenzare più persone affinché si raggiunga tutti insieme una convivenza più equilibrata sulla Terra.

Viola, 18 anni, Istituto Giovanni Falcone (Bergamo)

 

(…) Tra tutte le attività ho preferito senz’altro la divisione in gruppi, perchè era più facile gestire i dialoghi ed esprimere le proprie idee. Nel nostro gruppo abbiamo trattato brevemente del riscaldamento globale, del buco nell’ozono, degli uragani e dei periodi di siccità improvvisi. Per essere più consapevoli del nostro atteggiamento nei confronti dell’ambiente ognuno di noi ha detto una cosa positiva e una negativa che fa pro o contro il cambiamento climatico e mi sono resa conto che basta DAVVERO POCO. Un esempio? Usare la bicicletta per andare a trovare le mie amiche, invece che affidarmi al “papà taxista”… Un altro grande tema, ancora più importante, che mi ha colpito particolarmente è stata la mancanza o la scarsità di cibo per la maggioranza della popolazione mondiale (…). Il punto comunque resta sempre lo stesso: qual è il modo più efficace di diffondere queste conoscenze e sensibilizzare l’opinione pubblica? A scuola e con amici ho affrontato questo discorso e ho trovato tutti troppo disinformati e disillusi. Una delle cose che mi è piaciuta di più del progetto è stata invece l’atmosfera che si respirava, perchè nessuno ha mai assunto un atteggiamento del tipo: “Non potrò mai fare niente per cambiare le cose”, anzi! Preso atto che siamo in una situazione molto grave, beh, é arrivata l’ora di darsi una mossa e invertire la marcia! Fondamentali sono stati tutti coloro che sono intervenuti a portare la propria esperienza (…) Un ringraziamento speciale andrebbe anche a tutti i ragazzi che hanno partecipato a questo progetto con noi, che mi hanno fatto capire come l’Italia abbia ancora molta strada da fare per mettersi al pari di altri stati europei. Per esempio in Irlanda c’è una sorta di parlamento dei giovani, dove ragazzi e ragazze di tutte le città possono far sentire la loro voce (…). Spero che anche altri ragazzi e ragazze abbiano la possibilità di partecipare in futuro a un progetto come questo, perchè sono fermamente convinta che i giovani d’oggi abbiano solo bisogno di informazione: saranno capaci di trarre conclusioni anche autonomamente.

Cinzia, 18 anni, Istituto Giovanni Falcone (Bergamo)

 

Cos’ha significato per me partecipare al Global Issues Network Accademy è difficile da spiegare. Dentro me è stato piantato un seme particolare, che ho intenzione di accudire al meglio: è il seme della consapevolezza. La vera consapevolezza dei problemi devastanti il nostro pianeta e le vite dei nostri fratelli sparsi nei paradisi di cui esso è composto, i quali diventano sempre più spesso un inferno. A Berlino dal 7 al 9 maggio ho incontrato ragazzi della mia età con cui ho avuto la possibilità di discutere a proposito dell’inferno che molte persone, che risiedono al di fuori del contesto europeo, devono vivere. Nonostante le diversità tra di noi, eravamo accomunati dagli stessi ideali ed impegnati per una stessa causa: diventare persone in grado di piantare il seme della consapevolezza in molti altri giovani come noi, in adulti troppo inquadrati, in menefreghisti, in egocentrici e chi più ne ha più ne metta! Insomma, non esiste conclusione al G.I.N.A. come non esistono immediate soluzioni ai temi trattati in quei tre giorni; non si pretende di fermare dall’oggi al domani la fame nel mondo, lo spreco di cibo, lo spreco di acqua e i cambiamenti climatici, tuttavia vogliamo impegnarci per cambiare le cose nel nostro piccolo, che in futuro potrà crescere e diventare grande! La cosa fantastica di quest’esperienza è stata conoscere adolescenti che come me non si sono fatti travolgere dal consumismo sfrenato e dall’egoismo della società odierna, al contrario si domandano come mai non ci sia uguaglianza e rispetto tra esseri umani. Tutti e venticinque ci siamo presentati al meeting in qualità di spugne e abbiamo assorbito più informazioni possibili, in seguito abbiamo elaborato degli “action plan” che hanno come obiettivo cercare di far cambiare mentalità a chi ci circonda. Non è cosa facile, ma siamo ragazzi di carattere e dopo un breve corso sulla leadership che abbiamo seguito durante l’evento, sappiamo sfruttare le nostre qualità per non fallire. Non pensavo sarei cambiata, però inseguito ad un’ opportunità così arricchente non intendo sprecare le chances che so di avere per migliorera le cose attorno a me.

Erica, 18 anni, Istituto Giovanni Falcone (Bergamo)