Volatilità dei prezzi alimentari

L’ Indice Globale della Fame 2011 – dedicato alla volatilità dei prezzi alimentari –  mostra come la speculazione sui contratti a termine (futures), il mancato adattamento ai cambiamenti climatici e l’espansione della produzione di biocarburanti (che sottraggono acqua e suolo alle produzioni alimentari)  contribuiscano a innalzare i prezzi, obbligando i più poveri a spendere una fetta crescente del loro reddito per nutrirsi.

Il GHI 2011 prende in esame gli elevati e instabili prezzi alimentari che hanno caratterizzato i primi anni 2000, con due impennate nel 2007-2008 e nel 2010-2011. Questa forte volatilità (repentine e forti oscillazioni) dei prezzi costituisce un grave problema, sia per i consumatori sia per i produttori, in particolare per quelli più piccoli.

Le brusche variazioni di prezzo, infatti, impediscono ai primi di programmare la propria spesa alimentare, che finisce per ripiegare su cibi di scarsa qualità, ma dal prezzo più stabile. I produttori invece non possono pianificare investimenti a lungo termine, perché l’instabilità del mercato non permette di valutarne la redditività. I piccoli agricoltori sono doppiamente danneggiati, come produttori e come consumatori: non è un caso che appartenga a questa categoria il maggior numero di persone che soffrono la fame.

Secondo la Banca mondiale, i rincari dei generi alimentari registrati tra la fine del 2010 e i primi mesi del 2011 hanno fatto crescere di 44 milioni il numero di coloro che vivono in condizioni di estrema povertà.

Anche dopo il 2011 i prezzi dei beni alimentari sono rimasti decisamente più alti rispetto ai livelli del 2009.

Quali interventi contro la volatilità dei prezzi?

  • Rivedere le politiche sui biocarburanti.
  • Regolare l’attività finanziaria dei mercati alimentari.
  • Mitigare le condizioni meteorologiche estreme rafforzando la capacità di adattarvisi.
  • Investire nelle produzioni locali e evitare restrizioni alle esportazioni.
  • Varare una politica per le riserve alimentari mondiali.
  • Informare la società civile.
  • Migliorare la preparazione alle emergenze.
  • Rendere l’agricoltura adattabile al clima.
  • Sostenere le entrate non agricole.
  • Rafforzare i servizi di base: sanità, istruzione, acqua potabile, servizi igienici.
  • Incentivare sistemi nazionali di protezione sociale.

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Il GHI 2011 individua tre fattori che spiegano l’aumento e la volatilità dei prezzi negli ultimi anni: la speculazione, i biocarburanti e il cambiamento climatico.

Per approfondire si veda l’Indice Globale della Fame 2011 e la scheda La volatilità dei prezzi alimentari